Dal tuo terrazzo si vede casa mia, di Elvis Malaj – Racconti Edizioni

Già al Salone del Libro di quest’anno, parlando con i ragazzi di Racconti Edizioni, era saltata fuori in anteprima la notizia che presto avrebbero pubblicato per la prima volta una raccolta di racconti di un autore italiano. Bisognava però mantenere un filo conduttore di coerenza con gli autori pubblicati fino a quel momento (tra tutti, Mia Alvar, Eudora Welty, James Baldwin), autori “divisi a metà” tra due o più Paesi. Grazie ad una serie di coincidenze particolari, sono infine inciampati su Elvis Malaj, giovanissimo autore di 27 anni trasferitosi in Italia dall’Albania all’età di quindici anni.

Il risultato di questo incontro è stato il volume Dal tuo terrazzo si vede casa mia:

terrazzoo

Dodici racconti; personaggi italiani; personaggi albanesi; ambientazione italiana; ambientazione albanese. Durante la presentazione, più volte Elvis ha ribadito che l’essere albanese non ha influenzato il suo processo di scrittura, né la decisione di far fare ai suoi protagonisti determinate cose. Elvis si considera prima di tutto un cittadino del mondo, un essere umano nell’accezione meno connotativa possibile. Che sia albanese è solo un caso. Non è straniero. Nessuno è uno straniero. Siamo tutti stranieri.

In uno dei miei racconti preferiti della raccolta, Il lupo della steppa, il protagonista albanese sta viaggiando in treno e un signore italiano gli chiede “Come ti trovi in Italia?”, e lui risponde “Trovarsi bene o meno in un posto non dipende dal posto, dipende da te. Ovunque vai ti porti sempre dietro qualcosa che alla fine rende ogni posto uguale a un altro. Potrei anche rispondere alla sua domanda, ma non significherebbe niente. Tradirei semplicemente la mia capacità di trovarmi bene o male in Italia.”

I racconti, infatti, nulla hanno a che fare – se non nei limiti della nazionalità dei protagonisti – con l’essere albanese o italiano in sé. Sono racconti umani, di esseri umani, che soffrono, ridono, litigano, fanno cose folli, amano e odiano.

A parte una vena ironica molto divertente che spunta ogni tanto in qualche dialogo, è la malinconia il filo conduttore di questi dodici spaccati di vita. E più volte questa malinconia sfocia nel dramma, che a sua volta sfocia nel tragico. La nuova classe e L’uomo con la cravatta con un motivo a fiori sono meravigliose minuscole tragedie travestite da commedie: nel primo, seguiamo i turbamenti mentali di un bambino albanese che deve cambiare classe, con tutti i problemi che potrebbero derivarne (il rapporto con i compagni, il nome straniero che nessuno sa pronunciare, ecc.), fino ad un finale amarissimo. Nel secondo, l’uomo con la caravatta con un motivo a fiori origlia sul pullman la conversazione tra l’autista donna e una sua amica. La sensazione, in entrambi i casi, è che oltre il velo sottilissimo dell’apparenza, dello scherzo, della facciata divertente, si annidi la tragedia, pronta ad esplodere quando meno te lo aspetti. Tutto questo in pochissime pagine perfettamente calibrate.

In generale, sono otto i racconti molto buoni. Otto su dodici è un successo. Da Morte di un personaggio, l’ultimo e più lungo della raccolta, in cui la storia del protagonista si intermezza alla storia del protagonista del romanzo che sta scrivendo, con l’espediente di meta-romanzo che tanto ci piace; al divertentissimo La vergine Maria, in cui una dolce ragazza di nome Maria è alle prese con la sua prima volta insieme ad un ragazzo che, guarda caso, si chiama Giuseppe.

Il linguaggio è preciso, ricchissimo di sfumature, imperlato qua e là da frasi o parole in albanese e da “eccetera eccetera”, un espediente linguistico che lo stesso Elvis, inconsciamente, utilizza quando parla, a dimostrazione dell’assoluta spontaneità di ciò che scrive.

Sono molti i punti a favore che fanno di questa raccolta una buona raccolta di racconti. Non c’è pretenziosità; non c’è megalomania. Ogni racconto ha la caratteristica di essere ricordabile. Ogni racconto ha una trama, anche se brevissima. Si possono raccontare. Si possono riassumere. E se ne può parlare.

 

Quindi Bravo a Elvis Malaj e grazie a Racconti Edizioni.

Di seguito i nomi dei racconti per chi è curioso (in grassetto i miei preferiti):

Vorrei essere albanese

La vergine Maria

Il televisore

L’incidente

Scarpe

La nuova classe

L’uomo con la cravatta con un motivo a fiori

La Carriola

A pritni miq?

Il lupo della steppa

Mrika

Morte di un personaggio

 

Buone letture a tutti.

Andrea Elia

 

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